Presentazione

Piccole grandi storie. Questo è stato. Misura della notte, del giorno, del tempo, dell’amore, dell’ombra, della luce. Questo è stato. Una volta. In una città.

Queste sono le parole con le quali, partendo dal poeta Franco Fortini, Pietro Marcello (Premio Sergio Leone 2019) chiude il suo La bocca del lupo. Cinema come memoria, come macchina del tempo. Cinema come strumento per riscattare dall’oblio tutte quelle grandi e piccole storie che abitano il mondo, senza distinzioni di classe fra protagonisti e comparse. Pietro Marcello incarna perfettamente lo spirito che oggi anima ACI come spazio plurale e del confronto. Da questo punto di vista IL CONCORSO nella sua varietà mai così compiuta da quando ho preso le redini del festival, porterà ad Annecy un gruppo di talenti ciascuno con la propria visione assolutamente personale del cinema. C’è un filo rosso nel programma, non soltanto legato al valore imprescindibile dell’eterogenità e della diversità, ma anche all’importanza di uno sguardo umanista sulle storie e sulla vita. Campione di questo cinema profondamente etico è certamente Giovanni Cioni, a cui dedichiamo un omaggio con il VIAGGIO IN ITALIA di quest’anno. Il cinema come comunità che si confronta e riflette è anche l’idea che sta alla base di ITALIANI BRAVA GENTE, sezione a cui teniamo particolarmente che, a partire da due film importanti e necessari, ci permetterà di discutere insieme di temi di stretta attualità che legano la Francia e l’Italia. Quest’anno nasce poi la nuova sezione ACI Giovani, espressamente dedicata ai ragazzi e alle ragazze, spettatori (e cittadini) di domani. Non posso infine dimenticare ACI ATELIERS, nella sua rinnovata formula portata a pieno compimento grazie alla collaborazione d’eccezione con L’Accademia del cinema italiano Premi David di Donatello e la sua Direttrice e Presidente Piera Detassis, anch’essa impegnata in un importante ed encomiabile lavoro di trasformazione e rinnovamento di questa prestigiosa istituzione. A lei, come a tutti i nostri sostenitori, va il mio più sentito e sincero ringraziamento per la fiducia e il supporto dato a me e al festival. Insieme continueremo a sviluppare e preservare questo spazio di incontro con le immagini e con le persone, convinti oggi più che mai che i confini non siano muri costruiti per dividere e separare ma piuttosto luogo imprescindibile in cui anime fra loro diverse possono unirsi.

Francesco GIAI VIA, Direzione artistica